Tirare al guinzaglio è uno dei problemi più comuni che i proprietari si trovano ad affrontare durante le passeggiate. Nonostante possa sembrare un comportamento di disobbedienza, nella maggior parte dei casi è una reazione naturale.
La maggior parte dei cani tira perché vuole esplorare più velocemente l’ambiente circostante.
L’andatura naturale del cane, infatti, è più rapida di quella umana e il suo mondo è principalmente olfattivo, annusare l’ambiente equivale per lui a leggere le notizie del giorno.
Perché il cane tira al guinzaglio?
Questo comportamento può avere diverse motivazioni: la semplice curiosità, l’istinto di marcatura del territorio, il desiderio di raggiungere altri cani o persone, oppure una componente di ansia e frustrazione se non gli viene permesso di accedere a ciò che desidera.
Comprendere il motivo per cui tira è il primo passo fondamentale per correggere il suo comportamento, che diventa un’abitudine difficile da eliminare perché è un comportamento auto-rinforzante.
Significa che ogni volta che tira e riesce a raggiungere la meta desiderata, che sia un odore interessante, un altro cane o un punto del parco, impara che questo comportamento funziona.
In altre parole, il cane associa la trazione al successo e sarà portato a ripeterla.
Per modificare questo schema, è necessario intervenire con tecniche che tolgano efficacia al tiro e, al tempo stesso, rinforzino i comportamenti desiderati.
La tecnica dello stop e del cambio di direzione
Una delle strategie più utilizzate è quella di fermarsi o cambiare direzione ogni volta che il cane tira. Questo metodo si basa su due principi fondamentali che sono l’estinzione del comportamento indesiderato e il rinforzo positivo di quello corretto.
Quando il cane tende il guinzaglio, bisogna fermarsi immediatamente e aspettare che si calmi.
Oppure, in alternativa, cambiare direzione, facendo in modo che la meta si allontani. In questo modo lui comprende che il tiro perde utilità, perché non lo porta a ottenere ciò che desidera.
Quando il guinzaglio ritorna morbido e il cane ha smesso di tirare, si può riprendere la passeggiata.
Alcuni studi scientifici, dimostrano che questa tecnica riduce il tiro in una percentuale significativa di casi già dopo poche settimane.
Tuttavia, l’efficacia dipende da molti fattori, come la costanza del proprietario, età, razza e precedenti esperienze del cane.
Il ruolo del rinforzo positivo
Il rinforzo positivo è uno strumento chiave nell’educazione del cane. Questo approccio prevede di premiarlo quando esegue il comportamento corretto, aumentando così la probabilità che lo ripeta in futuro.
Per insegnare a non tirare, è consigliabile portare con sé bocconcini particolarmente appetibili, come pezzetti di pollo o formaggio.
Il premio deve arrivare esattamente nel momento in cui il cane cammina con il guinzaglio morbido e non sta tirando, non dopo, per evitare confusione.
Oltre al cibo, anche carezze o la possibilità di continuare a camminare possono rappresentare un rinforzo efficace.
Quando imparerà che camminare accanto al proprietario è un’esperienza piacevole e gratificante, sarà naturalmente portato a tirare sempre meno.
Inoltre, diversi studi hanno confermato che i metodi basati sul rinforzo positivo riducono lo stress del cane e migliorano la relazione con il proprietario, a differenza delle tecniche punitive come strattoni o collari coercitivi.
Quale attrezzatura scegliere
La scelta dell’attrezzatura giusta è fondamentale per la riuscita dell’addestramento.
I collari a strozzo, i collari elettrici o gli strumenti coercitivi sono ormai sconsigliati dalla maggior parte dei comportamentisti in quanto comportano rischi sia fisici che psicologici.
Sul piano fisico, possono causare danni alla trachea, alla tiroide, ai nervi del collo e perfino aumentare la pressione oculare.
Sul piano comportamentale, rischiano di associare dolore e disagio alla passeggiata o alla presenza di altri stimoli, peggiorando problemi di paura, aggressività e reattività.
Le pettorine ad H o le pettorine anti-tiro rappresentano, invece, la scelta più sicura.
Distribuiscono la pressione sul torace e sul torso, riducendo il rischio di lesioni e permettendo al proprietario un controllo efficace senza compromettere la salute e la relazione con l’animale.
L’unica accortezza è evitare quelle che si stringono sotto le ascelle, perché possono causare sfregamenti o fastidi.
Impedire al cane di tirare al guinzaglio – Conclusioni
Per ottenere risultati duraturi è essenziale organizzare sessioni di addestramento brevi ma ripetute.
I cani, specialmente i cuccioli, hanno una soglia di attenzione limitata, per cui esercizi di 5-10 minuti, ripetuti più volte al giorno, risultano molto più efficaci di sessioni lunghe e monotone.
Questo approccio previene la frustrazione sia del cane che del proprietario e rende l’apprendimento più piacevole.
Insegnare a un cane a non tirare al guinzaglio non è una questione di dominanza, ma una forma di comunicazione chiara e di insegnamento graduale.
Il percorso si basa su alcuni principi fondamentali: comprendere le motivazioni di questo suo comportamento, far si che il tirare non gli porti i risultati sperati, rinforzare le sue condotte corrette, ed infine scegliere un’attrezzatura sicura e mantenere sempre costanza e pazienza.









