Siamo abituati a pensare ai gatti come animali indipendenti e poco interessati ai segnali umani, soprattutto se confrontati con i cani.
Eppure, numerosi studi recenti dimostrano che i gatti comprendono alcuni dei nostri gesti e possono seguirli per ottenere una ricompensa.
Quando, ad esempio, indichiamo qualcosa o puntiamo il dito verso un punto dove abbiamo nascosto del cibo, molti felini riescono a interpretare correttamente il significato del gesto.
Una ricerca ha coinvolto cinquanta gatti domestici in un test molto semplice, che consisteva nel trovare del cibo nascosto sotto uno dei due contenitori, affidandosi esclusivamente all’indicazione del dito di una persona e circa il 70% dei gatti ha seguito correttamente la direzione indicata, dimostrando una notevole capacità di lettura del gesto.
Per confronto, nei cani la percentuale sale al 90%, ma il dato felino resta comunque sorprendente.

Non tutti i gatti, però, rispondono allo stesso modo. I soggetti più abituati a interagire con le persone e che vivono in ambienti stimolanti e ricchi di scambi sociali, si sono dimostrati molto più abili nel decodificare i segnali.
Questo suggerisce che l’apprendimento gioca un ruolo fondamentale nella comunicazione con le persone.
Gesto e sguardo: una combinazione vincente
Se indicare con il dito funziona, la comunicazione diventa ancora più efficace quando al gesto si accompagna lo sguardo. Infatti, i gatti sono più propensi a trovare il cibo nascosto se la persona guarda il punto corretto mentre indica.
In pratica si hanno più probabilità che trovi il cibo se oltre al movimento della mano può osservare anche la direzione dello sguardo.
Questo dato rafforza l’idea che i gatti non siano affatto indifferenti alla comunicazione umana, ma che utilizzino canali specifici per interpretarla.
Per loro, lo sguardo rappresenta un segnale di condivisone, una sorta di “linguaggio senza parole” che li aiuta a compire le intenzioni dell’altro.
Perché alcuni gatti sembrano ignorarci?
Non è neanche raro, che alcuni, di fronte a un dito puntato o a uno sguardo insistente, voltino semplicemente le spalle e si allontanino.
Questo comportamento non va però interpretato come una mancanza di comprensione, ma piuttosto come una diversa strategia comunicativa. A differenza dei cani, i gatti non sono geneticamente predisposti alla cooperazione con l’uomo.
Inoltre, preferiscono i segnali concreti. Se indichiamo qualcosa in lontananza, senza un contesto preciso, il gatto non gli attribuisce alcun significato.
Al contrario, un gesto fatto vicino al punto d’interesse, accompagnato dallo sguardo e da un tono di voce coerente, è molto più efficace.
Come testare la comprensione del tuo gatto
Se desideri testare le capacità del tuo micio, puoi provare con un semplice esperimento a casa, ispirato ai test scientifici.
Prendi due bicchieri opachi identici e nascondi sotto uno dei due uno snack particolarmente appetitoso. Nella prima prova, indica con il dito il bicchiere giusto ma guarda altrove.
Nella seconda, guarda fisso il bicchiere corretto ma senza usare la mano. Infine, combina gesto e sguardo nella terza prova.
Probabilmente noterai che risponde meglio proprio quando i segnali sono combinati, specialmente se ha familiarità con questo tipo di interazione.
Se vuoi rafforzare la sua capacità di comprendere dei tuoi gesti, puoi usare alcune strategie basate sul rinforzo positivo. Ad esempio, puoi usare il clicker per insegnargli ad associare un gesto a una ricompensa.
Quando il gatto segue correttamente il tuo dito o lo sguardo, fai emettere dal clicker il suono che segnali che questo è il comportamento corretto e premialo immediatamente con uno snack. Questo rafforzerà il suo apprendimento.
Anche la coerenza è fondamentale, devi sempre puntare il dito vicino all’oggetto o al luogo d’interesse, devi mantenere un contatto visivo costante e soprattutto rispettare i tempi del tuo gatto.
Alcuni individui potrebbero impiegare più tempo a reagire o necessitare di segnali più evidenti, come, ad esempio, toccare direttamente l’oggetto.
I gatti capiscono quando indichiamo? – Conclusione
L’idea che i gatti siano creature distaccate, disinteressate ai nostri tentativi di comunicazione, è ormai superata.
La scienza ha ampiamente dimostrato che non solo riconoscono i nostri segnali, ma sono anche in grado di interpretarli, soprattutto se hanno vissuto esperienze positive con gli esseri umani.
La loro risposta è meno automatica rispetto a quella dei cani, ma non per questo meno significativa.
I gatti leggono il linguaggio del corpo, il tono di voce, i movimenti e soprattutto il nostro sguardo. E sebbene possano sembrare più selettivi o imprevedibili, dietro ogni comportamento c’è una loro logica precisa.









