Una delle domande più comuni che molti amanti dei cani si pongono è se i loro fedeli compagni li considerino come altri cani o se, invece, siano perfettamente consapevoli che apparteniamo a un’altra specie.
La risposta, secondo gli studi di etologia e comportamento animale, è molto più complessa e interessante di quanto si possa pensare.
I cani discendono dal lupo e durante il lungo periodo di convivenza con l’uomo, la specie canina ha sviluppato capacità sociali e comunicative straordinariamente adattate al rapporto con noi.
La collaborazione, l’empatia e la comprensione reciproca si sono evolute fino a rendere il cane l’animale più strettamente legato all’essere umano nella storia della domesticazione.
Oggi, infatti, i cani comprendono non solo i nostri gesti e il linguaggio del corpo, ma anche numerose parole, toni di voce e intenzioni emotive. Tuttavia, questa forte connessione non implica che ci considerino loro simili.
Riconoscere le specie: il ruolo dei sensi del cane
Per capire se un cane considera il proprietario come un altro cane, bisogna prima comprendere quanto siano sviluppati i suoi sensi e come li utilizzi per riconoscere le differenze tra specie.
L’olfatto è, senza dubbio, lo strumento più potente del cane. I suoi recettori olfattivi sono molto più numerosi di quelli umani, e questo gli permette di distinguere immediatamente l’odore di un essere umano da quello di un altro cane.
I feromoni, fondamentali per la comunicazione tra cani, sono assenti nell’uomo, e questo è un segnale inequivocabile per l’animale che noi non siamo della sua specie.
Anche la vista contribuisce a questa distinzione. Nonostante la loro visione sia diversa dalla nostra, meno dettagliata nei colori ma più attenta ai movimenti, i cani riconoscono facilmente la morfologia umana.
Uno studio ha dimostrato che i cani sono in grado di distinguere, anche da immagini bidimensionali, la figura di un essere umano da quella di un altro cane o di altri animali.
Inoltre, reagiscono in modo differente, di fronte a un loro simile mostrano comportamenti di intesa, come il leccarsi le labbra o inclinare la testa, mentre con gli esseri umani assumono posture più attente o subordinate.
L’udito, infine, è un altro canale fondamentale. I cani percepiscono frequenze molto più alte delle nostre e riconoscono con facilità le differenze tra i suoni prodotti da un cane e quelli di una voce umana.
Alcuni studi dimostrano che possono comprendere fino a 250 parole e associare specifici comandi o emozioni a determinati toni di voce.
Comportamenti diversi per specie diverse
Quando interagiscono tra loro, i cani usano un linguaggio corporeo complesso e specifico, fatto di posture, movimenti e rituali sociali. Il gioco, ad esempio, tra cani prevede l’inchino di invito, il rincorrersi, piccoli morsi e una serie di segnali che esprimono fiducia e intesa.
Con gli esseri umani, questi comportamenti cambiano.
Sebbene possano cercare di coinvolgere i loro proprietari nel gioco, lo fanno adattando le proprie modalità, portano un oggetto, cercano il contatto visivo o si mettono in posizione di attesa, ma raramente riproducono le stesse dinamiche che riservano ai loro simili.
Questo è un chiaro indizio del fatto che riconoscono la differenza di specie e modulano il loro comportamento di conseguenza.
Un altro elemento distintivo è il tipo di legame affettivo che instaurano con noi. L’attaccamento al proprietario è più simile a quello che un cucciolo prova verso la madre che a un rapporto tra membri della stessa specie.
Il cane vede nel suo umano una figura di riferimento sicura, da cui ricevere protezione, conforto e guida.
Il cane pensa che il proprietario un altro cane? – conclusioni
Un tempo si credeva che i cani vivessero con noi secondo un modello di dominanza simile a quello dei branchi di lupi. Oggi la ricerca comportamentale ha completamente ribaltato questa visione.
La relazione cane-proprietario non è basata sulla sottomissione, ma su una forma di leadership collaborativa.
Il cane riconosce nel suo proprietario una guida, una figura autorevole ma non autoritaria, che fornisce sicurezza e orientamento.
In sostanza, non obbedisce perché ci considera “il capo branco”, ma perché ci percepisce come una presenza stabile e affidabile nel suo mondo.
In conclusione è da escludere che i cani considerino il proprio proprietario come un altro cane, sono perfettamente in grado di distinguere tra specie diverse grazie ai loro sensi e alle loro esperienze.









