Quando si parla di febbre nel cane è importante sapere, prima di tutto, che la temperatura corporea dei cani è naturalmente più alta rispetto a quella degli esseri umani.
La temperatura normale nel cane
Partiamo dai numeri. Un cane adulto sano, in condizioni normali, ha una temperatura corporea che si aggira tra i 38 °C e i 39 °C. Noi umani siamo intorno ai 36.5-37 °C. Quindi sì, se il tuo cane segna 38.8, non è febbricitante. È perfettamente normale.
Ma attenzione: non tutti i cani sono uguali. Ci sono variazioni fisiologiche che è bene conoscere.
I cuccioli, per esempio, hanno spesso una temperatura leggermente più alta rispetto agli adulti. Il loro corpicino è in piena attività, cresce, si sviluppa, brucia energie come una piccola fornace. Niente di strano.
Anche la taglia conta. I cani di piccola taglia tendono ad avere temperature mediamente più alte rispetto ai giganti. Perché? La ragione è principalmente il metabolismo. Un Chihuahua ha un metabolismo basale molto più elevato di un Alano. Produce più energia per chilogrammo di peso, e quindi più calore. Inoltre, i cani piccoli sono spesso più vivaci, più attivi, sempre in movimento. E l’attività, come vedremo tra poco, alza la temperatura.
Capire questi valori fisiologici è fondamentale. Non ogni 38.5 è febbre. Non ogni 39 è allarme. Bisogna conoscere il proprio cane, la sua normalità, e imparare a distinguere una semplice variazione da un vero stato febbrile
Temperatura corporea del cane: quando aumenta senza essere febbre
E qui arriviamo a un punto cruciale. Non tutti gli aumenti di temperatura indicano una malattia. Esistono situazioni perfettamente normali in cui il cane ha la temperatura più alta del solito, senza che ci sia nulla di sbagliato.
La più comune è l’attività fisica. Durante e subito dopo una corsa, un gioco intenso, una passeggiata lunga, la temperatura del cane può salire tranquillamente di mezzo grado, a volte anche di uno o due gradi. Non è febbre. È fisiologia. Il muscolo che lavora produce calore, punto.
Quanto sale? Dipende dall’intensità e dalla durata. Una camminata tranquilla al guinzaglio: aumento minimo, quasi impercettibile. Un’ora di corsa libera al parco, magari con altri cani, rincorse e salti: lì la temperatura può impennarsi sensibilmente. E va bene così. Dopo un po’ di riposo, tutto torna nella norma.
Anche le condizioni ambientali giocano un ruolo enorme. Se fuori fa caldo, se c’è umidità, se il sole picchia, il cane fatica a smaltire il calore. Perché a differenza nostra, i cani non sudano attraverso la pelle. Noi umani abbiamo milioni di ghiandole sudoripare che ci rinfrescano per evaporazione. Il cane no.
Lui suda solo attraverso i cuscinetti plantari, una superficie irrisoria. Il suo principale meccanismo di raffreddamento è il respiro affannoso, la famosa “lingua di fuori”. Ma quando fa molto caldo e l’umidità è alta, anche quel meccanismo diventa meno efficiente. Il risultato è che la temperatura corporea può salire anche senza che il cane abbia fatto uno sforzo particolare.
Quindi, se torni a casa dopo una passeggiata estiva e il tuo cane ha 39.5, non correre dal veterinario. Mettilo all’ombra, offrigli acqua fresca, lascialo riposare. Dopo mezz’ora, misura di nuovo. Se la temperatura è scesa, era solo calore da esercizio e ambiente. Se invece resta alta o continua a salire, allora sì, potrebbe essere febbre.
Come i cani regolano la temperatura corporea
Abbiamo visto che la temperatura del cane è naturalmente più alta della nostra, e che non tutti i picchi termici sono febbre. Ma c’è una domanda fondamentale che ancora non abbiamo affrontato: come fa il cane a rinfrescarsi? Perché noi umani sudiamo, e sudando evaporiamo l’acqua sulla pelle, e questo ci raffredda. Il cane, invece, suda a malapena. E allora come funziona?
La risposta è affascinante e sta in una parola che conosciamo bene: ansimare.
L’ansimare: il climatizzatore naturale del cane
Quando il cane ha caldo, o quando ha appena fatto esercizio, inizia ad ansimare. Apre la bocca, tira fuori la lingua, e respira rapidamente. Non è semplicemente “senza fiato”. È un meccanismo di raffreddamento sofisticato ed efficiente.
In condizioni di riposo, un cane respira circa venti-trenta volte al minuto. Quando ansima, la frequenza respiratoria può salire a duecento, trecento, persino quattrocento respiri al minuto. Sembra incredibile, ma è così.
Cosa succede in quei respiri veloci? L’aria che entra nelle vie respiratorie fa evaporare l’umidità presente su lingua, palato, naso e cavità orale. L’evaporazione richiede calore, e quel calore viene prelevato dal sangue che scorre nei numerosi vasi sanguigni della bocca. Il sangue si raffredda, circola, e porta fresco al resto del corpo. È un sistema di raffreddamento per evaporazione, proprio come la nostra sudorazione, ma localizzato nelle vie aeree invece che sulla pelle.
Per questo, quando fa molto caldo, vedi il cane con la lingua di fuori, che ansima, magari anche con un po’ di bava. Non è un segno di malattia. È il suo corpo che lavora per mantenere la temperatura sotto controllo.
Le zampe: un piccolo aiuto dal basso
Come detto c’è un secondo meccanismo, meno noto e meno efficace, ma comunque utile: le ghiandole sudoripare dei cuscinetti plantari. Sì, i cani sudano. Ma solo attraverso le zampe. Se hai mai visto le impronte umide del tuo cane sul pavimento in una giornata calda, hai visto la sua sudorazione.
Purtroppo, la superficie dei cuscinetti è molto piccola rispetto alla massa corporea. Quindi questo sistema da solo non basta a raffreddare il cane. È un aiuto, un complemento, ma il lavoro pesante lo fa l’ansimare.
Quando il sistema si inceppa: i cani brachicefali
Non tutti sono uguali di fronte al caldo. Alcune razze, purtroppo, partono già svantaggiate. Sono i cosiddetti cani brachicefali: bulldog, carlini, boxer, pechinesi, e tutte quelle razze dal muso schiacciato, corto, “schiacciato”.
La loro conformazione anatomica rende l’ansimare meno efficiente. Le vie respiratorie sono ristrette, allungate, piene di pieghe. L’aria fatica a passare, e quindi anche l’evaporazione è meno efficace. Per questo motivo, questi cani sono particolarmente predisposti al surriscaldamento. In estate, vanno tenuti d’occhio con attenzione. Una semplice passeggiata al sole che per un labrador è un piacere, per un bulldog può essere un’emergenza.
L’allenamento conta: cani atleti e cani da divano
C’è un ultimo fattore che influenza la capacità del cane di gestire il calore: il livello di allenamento. Un cane abituato a fare attività fisica regolare, a correre, a giocare, ha un sistema cardiovascolare più efficiente e una maggiore capacità di termoregolazione. Il suo corpo è “addestrato” a smaltire il calore prodotto dall’esercizio.
Un soggetto sedentario, che passa la giornata sul divano e poi viene portato a correre al parco, si surriscalda molto più facilmente. Il suo corpo non è abituato a quello sforzo, e i meccanismi di raffreddamento entrano in crisi.
Quindi, se hai un cane poco attivo e vuoi portarlo a fare una lunga camminata in una giornata calda, fallo gradualmente. Non partire dalla corsa. Inizia con passeggiate brevi, in orari freschi, e lascia che il suo corpo si adatti piano piano.
Come misurare la febbre nel cane
Abbiamo parlato della temperatura normale del cane, delle variazioni fisiologiche, dei meccanismi di raffreddamento. Ma arriva il momento in cui sospetti che il tuo cane non stia bene. È apatico, trema, ha il naso caldo e secco, magari non mangia. Pensi: “Forse ha la febbre”. Come fai a saperlo con certezza? C’è un solo modo: misurargli la temperatura.
Non basta toccargli il naso. Il mito del “naso freddo e umido = sano, naso caldo e secco = malato” è una leggenda, e pure pericolosa. Un cane può avere la febbre e il naso fresco, o essere perfettamente sano e avere il naso caldo dopo una dormita al sole. L’unica risposta certa la dà il termometro.
Vediamo come fare, con quali strumenti, e cosa tenere a mente.
Il termometro rettale: il migliore
Il metodo più preciso, affidabile e veloce è quello rettale. Lo so, non è il massimo del divertimento né per te né per il cane. Ma è il metodo che usano i veterinari, e per un motivo: è l’unico che dà una lettura della temperatura corporea centrale, quella vera.
Come si fa? Ti serve un termometro digitale (quelli a mercurio non si usano più, e poi sono fragili e pericolosi). Puoi usare anche un comune termometro da farmacia, quelli che usiamo noi umani. L’importante è dedicarne uno specifico per il cane e non usarlo promiscuamente.
Lubrifica la punta con un po’ di vaselina, olio di cocco, o anche semplice crema idratante. Solleva delicatamente la coda del cane e inserisci la sonda per circa 1-2 centimetri, non di più. Tieni il termometro leggermente inclinato, non dritto, per seguire l’anatomia. Aspetta il bip. In meno di un minuto hai la lettura.
Il cane potrebbe non gradire. È normale. Parla con voce calma, tienilo fermo ma senza forzarlo, e magari premialo con un bocconcino dopo. Con un po’ di pazienza e abitudine, diventa una procedura veloce e poco stressante.
I termometri auricolari: meno invasivi, ma attenti alla tecnica
Se l’idea del termometro rettale ti turba, o se il cane è particolarmente agitato, esistono alternative. I termometri auricolari a infrarossi misurano la temperatura all’interno del condotto uditivo. Sono quelli che spesso si usano anche per i bambini.
Il vantaggio è che sono meno invasivi. Lo svantaggio è che sono meno precisi se non usati correttamente. La sonda va posizionata bene, in fondo al condotto uditivo, e l’orecchio deve essere pulito (un tappo di cerume altera la lettura). Inoltre, non tutti i termometri auricolari sono tarati per i cani; alcuni sono progettati per gli umani e possono dare valori fuorvianti. Se scegli questa opzione, informati bene.
I termometri a infrarossi senza contatto: pratici ma imprecisi
Negli ultimi anni si sono diffusi i termometri a infrarossi che misurano la temperatura a distanza, puntando la fronte (nel cane, si punta l’orecchio o la zona inguinale). Sono comodissimi, soprattutto se sei da solo e il cane è agitato.
Purtroppo, la comodità si paga con la precisione. Questi strumenti misurano la temperatura della superficie della pelle, non quella centrale. E la pelle del cane può essere più fresca o più calda per mille ragioni (se è steso al sole, se ha appena corso, se è in un ambiente freddo). Il risultato è spesso una stima, non una misurazione accurata. Possono essere utili per un primo screening, ma se il dubbio è serio, il rettale resta insostituibile.
Senza termometro: i segni che possono aiutare (ma senza certezza)
Non hai un termometro in casa? Succede. Puoi fare una valutazione approssimativa toccando alcune zone del corpo dove il pelo è meno folto: l’interno delle orecchie, le ascelle, l’inguine, l’addome. Le orecchie, in particolare, sono ricche di vasi sanguigni e danno un’idea della temperatura interna. Se sono calde e asciutte, può essere un segnale. Ma attenzione: anche un cane sano dopo una dormita al sole può avere le orecchie calde. E un cane febbricitante può averle fresche se l’ambiente è freddo.
Questo metodo è poco affidabile. Può darti un sospetto, ma non una diagnosi. Se il cane mostra altri sintomi (letargia, inappetenza, tremori, vomito), non aspettare. Portalo dal veterinario, anche senza termometro. Lui misurerà la temperatura e saprà cosa fare.
Cane con febbre: sintomi da riconoscere
Misurare la temperatura è il modo più sicuro per sapere se il cane ha la febbre. Ma non sempre il termometro è a portata di mano, e non sempre si ha la possibilità di fare una rilevazione immediata, magari perché il cane è agitato o perché si è soli. Per questo è fondamentale conoscere anche i segnali clinici che accompagnano la febbre. Perché la febbre, nella stragrande maggioranza dei casi, non è mai un sintomo isolato. Quando il cane ha la febbre, tutto il suo comportamento cambia.
Vediamo cosa osservare.
Letargia e apatia: il cane non è più lui
Il segnale più comune, e spesso il primo che noti, è la letargia. Il cane che di solito ti corre incontro quando prendi il guinzaglio, che salta, che vuole giocare, improvvisamente sta fermo. Non si alza dal suo cuscino. Non ti segue da una stanza all’altra. Sembra spento, come se avesse la batteria scarica.
Non è solo stanchezza. È un vero e proprio abbassamento dei livelli di energia, che può andare dalla semplice svogliatezza fino all’apatia completa. Il cane può sembrare “assente”, lontano, disinteressato a tutto ciò che lo circonda.
Perdita di appetito: quando la ciotola resta piena
Un altro sintomo classico è la perdita di appetito. Il cane che di solito divora le crocchette in pochi secondi magari si avvicina alla ciotola, annusa, e poi si allontana. Oppure nemmeno si alza. Può accettare un bocconcino, ma senza entusiasmo, o rifiutare anche il cibo più appetitoso.
Non sempre l’inappetenza è totale. A volte il cane mangia meno del solito, o solo alcune cose, ma la tendenza generale è una riduzione dell’interesse per il cibo. E quando questo si accompagna ad altri sintomi, è un campanello d’allarme.
Tremori e brividi: il corpo che lotta
Può capitare di vedere il cane tremare senza una causa apparente. Non fa freddo, non è spaventato, non ha appena fatto esercizio. Eppure trema. Sono i classici brividi, gli stessi che abbiamo noi quando sale la febbre. Il corpo sta cercando di aumentare la temperatura interna, e i muscoli che si contraggono producono calore.
I tremori possono essere leggeri, appena percettibili, o più intensi, fino a far sobbalzare il cane. In ogni caso, se il cane trema ed è apatico, la febbre è un’ipotesi concreta.
Isolamento: il cane cerca di nascondersi
Alcuni, quando non si sentono bene, cercano l’isolamento. Si allontanano dal resto della famiglia, vanno in un angolo, sotto il tavolo, dietro il divano. Non è timidezza, non è un capriccio. È un istinto antico, quando si è malati e deboli, ci si nasconde per non essere predati.
Se il tuo cane, che di solito sta sempre in mezzo a voi, improvvisamente si ritira in un posto appartato e non vuole essere disturbato, presta attenzione. Potrebbe essere febbricitante.
Respiro accelerato e disidratazione
Con la febbre, il corpo aumenta la frequenza respiratoria. Non è l’ansimare da caldo, è un respiro più frequente del normale anche a riposo, a volte superficiale. Se noti che il cane respira velocemente senza aver fatto sforzi e senza che faccia caldo, è un segnale da non trascurare.
Inoltre, la febbre può portare a disidratazione. Il cane beve meno del solito? Ha le mucose (gengive, lingua) secche e appiccicose? Se tiri su delicatamente la pelle sulla schiena, rimane sollevata un secondo invece di tornare subito al suo posto? Questi sono segni di disidratazione, che aggravano lo stato febbrile e richiedono attenzione.
Quando chiamare il veterinario
Non tutti i rialzi termici sono emergenze. Come abbiamo visto, una temperatura di 39.2 dopo una corsa al parco è fisiologica. Ma quando i sintomi che abbiamo elencato si accompagnano a una temperatura superiore a 39.5 °C o addirittura 40 °C, è il momento di chiamare il veterinario.
Non aspettare che la febbre salga ancora. Non sperare che passi da sola. La febbre non è una malattia, ma è il segnale che qualcosa non va: un’infezione, un’infiammazione, una reazione a qualcosa. Spesso si risolve con terapie semplici, ma ignorarla può far precipitare la situazione.
In particolare, se il cane è molto giovane, molto anziano, o ha già altre patologie, non perdere tempo. Anche una temperatura di 39.3 può essere preoccupante in un cucciolo o in un cane già debilitato.
Cosa fare se il cane ha la febbre
Hai misurato la temperatura, hai riconosciuto i sintomi, e il termometro segna un valore preoccupante. Il tuo cane ha la febbre. Adesso cosa fai? Ti prendi dal panico, lo carichi in macchina e corri dal veterinario? Oppure aspetti, magari passa da sola? La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo: ci sono cose che puoi fare subito a casa per aiutare il cane a stare meglio, ma ci sono anche limiti che non devi assolutamente superare.
Vediamo insieme come comportarsi.
Raffreddare gradualmente: l’arte del “poco alla volta”
Se la febbre non è altissima (diciamo sotto i 40 °C) e il cane è comunque vigile e reattivo, puoi iniziare con semplici accorgimenti per favorire la dispersione del calore. L’obiettivo non è far crollare la temperatura in cinque minuti, ma abbassarla gradualmente, senza stressare l’organismo.
Il primo passo è spostare il cane in un ambiente fresco e ben ventilato. Se era al sole, portalo all’ombra. Se era in una stanza calda, apri le finestre o accendi un ventilatore (ma senza puntarlo direttamente addosso). L’aria che si muove aiuta l’evaporazione e quindi il raffreddamento.
Poi, assicurati che abbia sempre a disposizione acqua fresca e pulita. L’idratazione è fondamentale quando c’è la febbre. Il cane potrebbe bere meno del solito, quindi controlla la ciotola e, se necessario, incoraggialo a bere. Non forzarlo, ma mettigli l’acqua a disposizione in più punti.
Un metodo efficace e delicato è applicare panni umidi con acqua fresca su alcune zone specifiche del corpo: l’addome, le ascelle, l’interno delle cosce (regione inguinale). Sono zone dove il pelo è meno folto e i vasi sanguigni sono più superficiali, quindi il raffreddamento è più efficace. Bagna il panno, strizzalo leggermente e passalo su queste zone. Ripeti ogni 10-15 minuti. Non usare acqua troppo fredda, ma semplicemente fresca.
Se il cane collabora, puoi anche fargli un bagno con acqua tiepida o fresca. Non fredda, attenzione. Il cane va immerso o bagnato con acqua a temperatura ambiente o leggermente più fresca. L’acqua troppo fredda provoca vasocostrizione: i vasi sanguigni si stringono per trattenere il calore, ottenendo l’effetto opposto a quello che desideri. Inoltre, lo shock termico può essere pericoloso, soprattutto per cuccioli o cani anziani.
Cosa non fare assolutamente
Ci sono errori che, pur fatti in buona fede, possono peggiorare la situazione.
Mai usare ghiaccio o acqua ghiacciata. Un abbassamento troppo rapido della temperatura corporea non solo non aiuta, ma può causare uno shock termico, con conseguenze anche gravi. Il corpo del cane reagisce cercando di compensare, e spesso peggiora la febbre invece di calmarla. Niente ghiaccio. Niente impacchi ghiacciati. Niente bagni in acqua gelata.
Mai somministrare farmaci per uso umano. Questa è forse la regola più importante, e quella più spesso violata. Aspirina, paracetamolo (Tachipirina), ibuprofene (Brufen, Moment) sono tossici per i cani. Possono causare ulcere gastriche, danni al fegato, insufficienza renale, e in dosi elevate persino la morte. Non esiste un “antifebbre per cani fai da te”. Esistono farmaci veterinari specifici, che solo il veterinario può prescrivere con il dosaggio giusto in base al peso e alle condizioni del cane. Non improvvisare.
Quando la febbre è troppo alta
Se la temperatura supera i 40 °C, o se mostra sintomi gravi come difficoltà respiratoria, convulsioni, collasso, o se è un cucciolo molto piccolo o un cane anziano, non perdere tempo con i rimedi casalinghi. Metti in atto le prime manovre di raffreddamento mentre prepari il trasporto, ma l’obiettivo deve essere arrivare dal veterinario il prima possibile. La febbre molto alta può causare danni agli organi interni, e solo un medico può intervenire con terapie appropriate.
Se la febbre persiste per più di 24-48 ore, anche se non altissima, è comunque opportuno un controllo. La febbre è un sintomo, non una malattia. Qualcosa la sta causando: un’infezione, un’infiammazione, una malattia autoimmune. Il veterinario dovrà fare delle indagini per capire la causa e curarla. Abbassare la febbre senza identificare la causa è come spegnere la spia dell’olio senza mettere l’olio.









