I gatti continuano a sorprenderci con abilità cognitive che spesso sfuggono all’occhio inesperto. Una delle domande che più affascinano gli etologi è: i felini sanno contare? Secondo la ricerca scientifica, la risposta è sì, ma con delle precisazioni.
I gatti non contano come noi, non attribuiscono simboli numerici ai gruppi di oggetti, ma possiedono un’intelligenza numerica di tipo approssimativo.
Questo sistema, condiviso anche da altri animali come cani, scimmie e corvi, permette di discriminare tra gruppi di oggetti in base alla loro grandezza relativa.
È un’abilità antica, legata alla sopravvivenza e alle decisioni da rendere rapidamente in natura.
I gatti sanno contare? – La risposta della scienza
Nel 2019 l’Università di Padova ha condotto uno studio sperimentale coinvolgendo gatti domestici in test di scelta tra diverse quantità di crocchette.
I risultati hanno mostrato che l’80% dei gatti messi di fronte tra 2 e 4 croccantini, sceglieva sistematicamente la porzione più abbondante.
Quando invece il divario si riduceva, ad esempio 3 contro 4 crocchette, le scelte diventavano meno precise, scendendo attorno al 55%, un risultato vicino alla casualità.
Questo dimostra che i gatti sono in grado di distinguere tra diverse quantità ma se la differenza è minima, la loro accuratezza cala, segno che non effettuano un vero conteggio, ma si affidano a una stima visiva veloce.
Perché i gatti sanno contare?
L’evoluzione ha selezionato nei gatti la capacità di valutare velocemente il vantaggio di una situazione. Un predatore solitario come il gatto deve decidere se è più conveniente avvicinarsi a un piccolo gruppo di prede o a uno più numeroso.
Deve anche evitare aree dove sono presenti molti altri predatori, potenziali rivali nella caccia o nel controllo del territorio. In questo contesto, la capacità di stimare “dove ce ne sono di più” diventa essenziale.
Anche in ambiente domestico mantengono questa loro capacità. Non è raro, infatti, che si accorga se la sua porzione di cibo è leggermente diminuita rispetto al giorno precedente, oppure se il cane di casa riceve più croccantini.
Questa sensibilità ai numeri non riguarda solo il cibo, alcuni gatti sono in grado di capire anche la frequenza con cui vengono coccolati o la quantità di giochi distribuiti tra gli animali della casa.
Non si tratta di gelosia in senso umano, ma di una reazione a una percezione numerica imparziale: qualcuno ha ricevuto di più.
Un esperimento da provare a casa
Se vuoi testare le capacità numeriche del tuo gatto, puoi ispirarti ai protocolli scientifici.
Prepara due mucchietti di crocchette, uno con tre pezzi e uno con cinque, posizionali a distanza uguale davanti al gatto e coprili con due ciotole identiche per qualche secondo.
Poi solleva i coperchi e osserva quale mucchietto sceglie per primo. Ripeti l’esperimento almeno dieci volte, alternando la posizione delle quantità, per evitare che scelga sempre lo stesso lato per abitudine.
Per rendere il test più affidabile, è importante che i croccantini siano identici per forma e odore e che l’ambiente sia tranquillo.
I ricercatori utilizzano spesso questi semplici esperimenti per valutare il comportamento cognitivo degli animali in contesti familiari.
I risultati ottenuti con i gatti confermano che, anche se non contano in senso stretto, riescono a stimare quantità visivamente, proprio come fanno i bambini molto piccoli.
Inoltre, nei test è emerso che le femmine tendono ad avere risultati leggermente migliori, forse per una maggiore attenzione al dettaglio visivo.
Come spesso accade nel mondo animale anche quando si parla di intelligenza dei gatti esistono limiti ben precisi.
Non aspettarti che riconosca il numero esatto di oggetti, perché la loro capacità si basa sulla comparazione, non sul conteggio.
Possono inoltre confondersi se, per esempio, due croccantini molto grandi sembrano più “attraenti” di tre più piccoli, anche se il numero è minore.
Curiosamente, la convivenza con esseri umani che contano spesso ad alta voce (ad esempio “uno, due, tre!” quando danno i croccantini) sembra favorire una maggiore consapevolezza numerica nel gatto.
È probabile anche che il felino associ suoni e gesti ripetuti a quantità prevedibili, rinforzando il suo senso numerico approssimativo.
I gatti sanno contare – conclusioni
Sapere che il gatto percepisce differenze numeriche può essere utile anche nella gestione quotidiana. Ad esempio se riduci la razione, il gatto potrebbe protestare (non per fame, ma per percezione di ingiustizia).
Lo stesso accade se un altro animale riceve più premi o attenzioni, sappi che il tuo gatto se ne accorge.
Anche il gioco può essere un’occasione per stimolare questa intelligenza. Nascondere tre palline e mostrarne solo una può innescare una ricerca delle “mancanti”, soprattutto se il gatto ha già dimostrato curiosità per giochi di problem-solving.
Alcuni educatori felini propongono video-esperimenti, come quelli del canale “Cat School”, dove queste abilità sono testate e documentate in modo divertente e replicabile a casa.
Concludendo possiamo affermare che i gatti possiedono una forma primitiva ma funzionale di cognizione numerica.
Non contano come facciamo noi, ma sono perfettamente in grado di distinguere piccole quantità e scegliere quella che in quel momento gli conviene maggiormente.









